Archivi del mese: Agosto 2011

Finalmente una buona notizia che avevo già in parte annunciato ed aveva riecheggiato sul sito di AVARIATEAM, ma finalmente l’annuncio dato si traduce in realtà.
E’ infatti stato realizzato il videoclip con il quale parteciperò alla II^ edizione del Concorso di Canto On Line promosso dal Blog della piattaforma Tiscali “Musicamore” e che avrà inizio il 1° settembre 2011. Già dal successivo 6 settembre sarà possibile prendere atto dei primi risultati fornita dalla giuria di esperti del settore.
Il video con relativo brano, visibile sul canale video Youtube di Whollock, è un sincero omaggio al cantautore sardo Piero Marras, dal titolo “Si Deus cheret” (Se Dio vuole), autore che ho sempre ammirato fin  dall’adolescenza per i suoi testi e per le sue musiche spesso bistrattate, ed a ragion veduta definito “amico vicino” per i suoi toni sempre confidenziali, vicini a tematiche giovanili di quei tempi.
La parte migliore di questo concorso, oltre ad essere una trovata originale che concede spazio a chi si vuole misurare con se e con altri in ambiente musicale, è che non si vince nulla e ci si partecipa esclusivamente per il gusto di farlo, per amore della Musica, aspetto che mi attira sensibilmente.
Lascio a Voi ogni commento sul mio canale video Youtube e sperio di vedervi numerosi fare il tifo per me che mi ritengo onorato di parteciparvi.
Insomma, non mi resta che augurare sportivamente un in bocca al lupo a tutti i partecipanti ed un buon lavoro alla commissione del Concorso che avrà un arduo compito.

Raramente capita di appassionarmi ad un programma televisivo ma quando accade prediligo programmi che abbiano  dei contenuti seri ed interessanti.
Nell’aprile scorso, mentre mi trovavo a casa di amici, mi sono imbattuto su una puntata di REPORT (RAI 3), dal titolo “IL PRODOTTO SEI TU”.
Dopo aver visto tale puntata ed esserne rimaso scioccato, ho fatto rientro a casa, decidendo di richiedere la cancellazione immediata e definitiva del mio mio account di Facebook.
Di tale puntata posto qui un breve riassunto tratto proprio dal sito della stessa trasmissione, dove peraltro è possibile rivedere quella puntata (consiglio di vedere e meditare).

“Condividi” e “connetti” sono le parole del momento su tutte le piattaforme sociali: Facebook, Youtube, Twitter, Foursquare, LinkedIn… Ce ne sono ormai a decine e anche chi aveva delle remore si sta iscrivendo. Tra gli Italiani che vanno su internet, 1 su 2 usa Facebook e il suo fondatore Mark Zuckerberg a 26 anni si è fatto un gruzzolo di 7 miliardi di dollari. Anche Larry Page e Sergey Brin avevano 26 anni quando hanno fondato Google e oggi si son messi da parte 15 miliardi di dollari a testa. E’ una nuova corsa all’oro nel Far West digitale. Milioni di Gigabytes delle nostre informazioni personali scalpitano per uscire dai corral delle fattorie di server californiane. I nostri nomi e cognomi, indirizzi, numero di cellulare, gusti, preferenze sessuali e d’acquisto, vogliono correre liberi nelle praterie della Rete dove i pubblicitari non vedono l’ora di prenderle al lazo e Facebook ha il compito di trattenerli. Ma ci riesce sempre? E Google, cosa sa di noi e cosa se ne fa delle informazioni che raccoglie? Condividere è facile anche su Youtube, dove gli Italiani cliccano i video un miliardo di volte al mese e può succedere che qualcuno condivide la roba tua anche se non te lo saresti mai aspettato. Come si fa a difendersi? E come si evitano le trappole che i criminali allestiscono per derubare gli utenti di Facebook quando cliccano il tasto “mi piace”? Circa 17 milioni di Italiani usano Facebook ogni giorno per comunicare con i loro amici, ma in certi casi ti ritrovi buttato fuori. C’è libertà di espressione su Facebook o hanno fatto accordi con il Ministero dell’Interno per monitorare quello che dicono gli utenti? Intanto l’Autorità garante delle comunicazioni sta preparando un sistema per oscurare parti di siti italiani o per sbarrare totalmente l’accesso ai siti esteri sospettati di violare il diritto d’autore. Migliaia di siti potrebbero diventare inaccessibili come oggi capita a thePiratebay, ma c’è anche il sistema per aggirare la censura italiana. Si può tenere insieme la libertà d’espressione con il profitto oppure come ritengono gli hacker solo una Rete anonima e gratuita è libera e al riparo da ogni controllo? Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?