Archivi del mese: Maggio 2005

SANTA SUBITO!
Così vogliono farci credere che lo slogan tanto apprezzato per il beneamato Giovanni Paolo II, calzi a pennello anche per la mamma omicida di Lecco.
Certo, vogliono farci credere che quella mamma sia soltanto una vittima della sua malattia, vogliono farci credere che sia lei quella da capire e da salvare.
Abbiamo proprio perso il senso della decenza.
Mi sta bene la pietà, la misericordia, il perdono, ma c’è un limite a tutto ed una giustizia degli uomini che andrebbe applicata e saldata alla lettera.
Ora tutti si affannano a fare i buonisti e gli ipocriti con appelli ed invocazioni d’aiuto per quella mamma: E’ una persona stupenda, è’ malata, tiratela fuori dal carcere, è in un profordo stato confusionale.
Quando ha ucciso il proprio figlio non era confusa.
Quando a mentito spudoratamente cercando d’ingannare gli inquirenti (che per fortuna non si sono fatti incantare) non era confusa, non era malata.
Come mai gli amici, i parenti, i media si mobilitano soltanto ora per quella donna?
Prima dove stava tutta questa gente?
La cosa più scandalosa, se ci avete fatto caso, è  che nessuno parla più di quella vita spezzata ed al contrario tutte le attenzioni, i commenti, i dibattiti, sono per quella mamma degenere?
Ripeto, giusto e doveroso deve essere il perdono ed altrettanto necessarie devono essere le cure di cui questa mamma ha eventualmente bisogno, MA IN CARCERE!
Il presunto pentimento, la presunta costernazione di questa donna non devono farci dimenticare che ella ha spezzato una vita indifesa e che mai potrà difendersi o avere giustizia.
Come tale questa mamma deve saldare il suo debito.
Così come tante altre vittime innocenti senza giustizia.
Vedi il piccolo Samuele, che oltre ad essere senza giustizia, è un’altra anima innocente senza verità.
Vedi la bimba di Padova, aggredita a morsi dalla madre perchè sospettatata di essere indemoniata.
Vedi quel piccolo feto, abbandonato e rinvenuto questa mattina dentro una busta di plastica.
Ma che senso della giustizia abbiamo?
Ma dove andremo a finire se non sappiamo difendere i più deboli. Poi ci scandalizziamo davanti ai pedofili e mostri affini?
I primi mostri siamo noi, figli di una cultura eccessivamente garantista.
Non è commiserando gli assassini che tuteleremo quei piccoli angeli.
Allora via, tutti solidali a favore della mamma di Lecco e del suo martirio, al grido di “SANTA SUBITO!”

Il motivo per il quale ho postato il precedente messaggio sui rettili è stato un episodio di cui sono stato impotente testimone ieri pomeriggio.
In un pomeriggio torrido rientravo da una deliziosa frazioncina medioevale chiamata Chia (no, non quella in sardegna) in provincia di Viterbo.
Procedendo con la mia auto sulla Ortana, con direzione Viterbo, notavo una sorta di nastro sventolare in mezzo alla strada.
Giunto a pochi metri constatavo che il nastro in questione era una vipera.
Brusca sterzata alla Shummi e la vipera è salva tra le mostruose ruote della mia macchina.
Ho appena il tempo di constatare la sua salvezza dallo specchietto retrovisore quando un fuori strada dietro a me la travolge inesorabilmente.
Inchiodo con un testa coda.
Torno indietro sperando di trovarla ancora viva.
Scusate il mio linguaggio crudo.
Giungo sul posto e lo schiacciamento a provocato l’espulsione di ben tre uova ma incredibilmente la vipera è viva anche se sotto shoc e quindi molto aggressiva.
Scendo dalla macchina e mi metto ad un metro da lei, immobile, non è la prima volta che mi trovo facia a faccia con una vipera. Attendo che si calmi costringendo tutte le auto che passano a rallentare ed a non passarle sopra.
Dite poi che i rettili non capiscono.
Sfinita ha abbassato il tronco. Per un attimo penso che non c’è più nulla da fare.
L’afferro per la testa. Sembra morta ma con un colpo di coda si attorciglia al mio avambraccio.
Penso dentro di me: “Allora sei viva brutta figlia di puttana”.
La controllo velocemente e posso constatare felice che non ha alcuna lacerazione.
Così mi avvicino al ciglio della strada dove c’è l’erba alta e la temperatura non è certo quella dell’asfalto.
La poso con calma in mezzo all’erba dove rimane immobile per qualche minuto.
Il cuore mi batte fortissimo perchè in parte ho ancora paura di una sua reazione, in parte perchè tempo per la sua vita.
Ma poco dopo ogni dubbio viene fugato.
Lentamente distende le sue spirali ed allungandosi sparisce tra il fieno rigoglioso.
Anche se non ho dormito tutta la notte per la preoccupazione ho pensato a questa mia piccola conquista.