Comporre musica (e registrare). Una piccola guida per ottimi risultati


Oggi comporre musica (e di conseguenza registrarla) è cosa abbastanza semplice anche se con ciò non voglio dire che sia possibile sostituire anni ed anni di studio ed esperienza musicale in maniera così generica.
Tuttavia i computers possono venirci in soccorso, macchine che oramai sono diventate sempre più versatili e possono tranquillamente trasformarsi in veri e propri STUDI DI REGISTRAZIONE portatili, con risultati eccellenti.
E’ sufficiente il software ed hardware giusto ed il gioco è fatto.
Ovviamente non aspettatevi miracoli ma con qualche accorgimento si riuscirà ad ottenere risultati soddisfacenti.
Io mi permetterò di fornire solo qualche buon consiglio per cominciare da subito a raggiungere qualche buon risultato, soprattutto di buona qualità.
Naturalmente, oltre ad avere qualche conoscenza musicale di base, non guasterà avere anche un minimo di conoscenza di programmazione o quanto meno un po’ di dimestichezza con i programmi che mi appresterò a suggerire ed analizzare.
Un metodo semplice per cominciare a fare discreta musica può essere quello di comporre il proprio brano utilizzando un programma denominato BAND IN A BOX, programma del quale non starò ad elencarvi le caratteristiche (per altro sbalorditive ed apprezzate da molti professionisti).
Prima di cominciare è necessario avere le idee chiare su quello che si vuole realizzare, quanto meno riguardo allo stile, gli accordi, ritornelli, ecc…
Mediante l’utilizzo di BBox, se pur con suoni molto elementari, potremo facilmente scrivere la nostra song completa di tutti gli strumenti necessari ed inserendo eventualmente melodie, assoli e quant’altro.
Terminato e completato il brano, con un click, avremo la possibilità di visualizzare e stampare tutto lo spartito completo (cosa molto importante qualora si decidesse di registrare l’opera) o di ogni singolo strumento.
Una volta salvata la song avremo anche la possibilità di esportarla in formato MIDI, rendendo quindi possibile la successiva fase.
Per dare voce “reale” ai vari strumenti della nostra canzone, avremo bisogno di suoni, effetti e dinamiche altrettanto reali, motivo per il quale sposteremo la nostra attenzione su di un’altro software denominato REASON.
La fase successiva infatti è data dall’importare la nostra song MIDI con il software della Propellerheads (Reason per l’appunto) e magicamente tutti gli strumenti del brano andranno a posizionarsi su di una traccia del medesimo software.
A questo punto saremo liberi di assegnare ad ogni traccia uno strumento specifico, con relativi effetti, dinamiche e quant’altro necessario per abbellire il suono.
REASON, grazie ai suoi immensi banchi di suoni o campionamenti (anche realizzati da voi), permette di fornire ad ogni strumento suoni molto complessi e raffinati, con effetti e dinamiche incredibili. Insomma, un vero studio di registrazione nel vostro PC. Anche qui, terminata la song, sarà possibile inserire voci ed altri strumenti da voi registrati, con risultati eccezionali.
Infine, una volta terminata l’opera con Reason, sarà possibile esportare il tutto in formato .wav dando alla nostra song tutte le caratteristiche necessarie per essere ascoltata e distribuita. Insomma, comporre musica non è stato mai così facile.
Devo concludere con una nota dolente.
I software sopra elencati non sono gratis, tuttavia, nel caso di Reason, è possibile scaricare una versione di prova regolarmente funzionate e che potrete sperimentare con altri files MIDI.
Altra circostanza da tenere in considerazione è il fatto di disporre di una macchina che supporti tali software, con processore adeguato, corredando infine lo stesso computer di una buona scheda audio esterna.
Concludo indicando una ipotetica configurazione ottimale per comporre musica in maniera adeguata:
Pentium i7 – 16 Gb RAM per quanto riguarda la macchina, dove sarà installato Windows 8, Reason 8.3 e Band in a Box (almeno versione 2015). Come scheda audio esterna suggerisco la Roland Quad per la quale, riguardo le caratteristiche, mi rimetto a quelle indicate dalla casa produttrice.
Di seguito potete ascoltare una cover di due noti brani eseguiti da me con la tecnica sopra esposta e qui applicata parzialmente. Infatti in questi due brani ho sfruttato le tracce MIDI solo per quegli strumenti a me meno noti (e riarrangiandoli a mio piacimento), suonando invece tutte le tracce con gli strumenti a corde (chitarre, basso, ecc…), molte delle percussioni ed aggiungendo tutte le voci (che poi sono sempre le mie) con l’ausilio del famigerato TC HELICON Voicelive 2. Il tutto abbellito con un sottofondo di pubblico per uno straordinario effetto Live.


[audio:mixw.mp3]